Con atto di citazione del 11 ottobre 2007, regolarmente notificato al “Consorzio Costa Smeralda” in persona del Presidente avv. Renzo Persico e del Direttore Generale dott. Salvo Manca, il signor Lorenzo Camillo ha convenuto il Consorzio avanti il Tribunale di Tempio Pausania - Sezione Distaccata di Olbia (territorialmente competente) per sentir dichiarare la nullità ovvero pronunciare l’annullamento della delibera dell’assemblea dei consorziati del 31 luglio 2007 con la quale era stato eletto il nuovo Consiglio di Amministrazione dell’ente.

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Per un primo aspetto, infatti, la delibera in questione appare “nulla” in quanto adottata senza la necessaria partecipazione della effettiva maggioranza dei consorziati.

         Da un lato, il Consiglio di Amministrazione uscente aveva predisposto una tabella di attribuzione dei voti (c.d. “caratura millionesimale”) con la quale - contrariamente allo spirito dello Statuto del Consorzio - aveva attribuito “voti” anche in relazione a territori inedificabili ovvero la cui edificazione è ora vietata ovvero enormemente ridotta a seguito dell’adozione del Piano Paesaggistico Regionale da parte della Giunta della Regione Sardegna.

         Che senso ha, infatti, che in un Consorzio il cui scopo è quello di “regolare” l’armonioso sviluppo edilizio del territorio (si ricorda che il Consorzio ha un proprio Regolamento Edilizio e un proprio Comitato di Architettura) vengano attribuiti voti in base alla proprietà di terreni sui quali è vietata per legge ogni attività di costruzione?

         Dall’altro lato, in sede di assemblea è emerso un numero di voti maggiore rispetto a quello previsto.

         La tabella all’uopo predisposta dal Consiglio di Amministrazione uscente (salva sempre la sua erroneità per quanto sopra visto) prevedeva un totale di voti attribuiti pari a numero 152.207.358.

         Magicamente, in sede di assemblea è invece comparso un totale complessivo di voti pari a numero 152.735.718.

         La differenza tra i voti “attribuiti” e i voti “presenti” in assemblea è di oltre 500.000! Da dove risultano, allora, questi 500.000 voti in più che non compaiono nella tabella predisposta dal Consiglio di Amministrazione?

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Da un secondo punto di vista, anche a prescindere dai vizi di forma della delibera (per le ragioni sopra esposte: questione di “nullità”), la nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione appare illegittima a norma di Statuto, cosicché si chiede che il Tribunale voglia disporne l’annullamento.

         Lo Statuto prevede, infatti, che la maggioranza dei posti del Consiglio di Amministrazione sia riservata ai soci fondatori.

         La questione dell’individuazione di tali “soci fondatori” è già stata più volte nel passato sottoposta al Tribunale di Tempio Pausania nonché alla Corte di Appello di Sassari. Entrambi i Giudici hanno ribadito che per soci fondatori debbano ritenersi le “persone” (fisiche o giuridiche) che hanno dato vita al Consorzio all’atto della sua costituzione.

         Attualmente, i soci “superstiti” sono soltanto S.A. il Principe Aga Khan, l’avv. André Ardoin (quanto alle persone fisiche) nonché la società “Establishment EWI Trade” (quanto alle persone giuridiche).

         Le altre persone (fisiche o giuridiche) che avevano fondato l’Ente sono infatti venute a mancare (perché decedute ovvero estinte).

         Da ciò si ricava la conseguenza che il Consiglio di Amministrazione dell’Ente non può essere attualmente composto da più di cinque membri. Infatti, se la maggioranza dei Consiglieri deve essere riservata ai “soci fondatori” ed essi sono attualmente tre (S.A. il Principe Aga Khan, avv. André Ardoin, società “Establishment EWI Trade”) ne viene di necessità che non vi possono essere più di due Consiglieri scelti tra i soci “non fondatori”.

         Ebbene, contrariamente a questa interpretazione dello Statuto (che il Tribunale di Tempio e la Corte d’Appello di Sassari hanno già avallato), l’attuale composizione del Consiglio di Amministrazione esclude la presenza dei soci fondatori e prevede al contrario la presenza di tre rappresentanti della società “Land Holding Co. srl” (attuale denominazione della “Ciga”). Si tratta dell’avv. Renzo Persico, della dottoressa Aleksandra Dubrova e del dottor David Monahan, i quali non hanno evidentemente titolo a sedere nel Consiglio.

         Si è pertanto lamentata l’illegittimità della delibera di nomina dei suddetti Consiglieri di Amministrazione, in quanto contraria allo Statuto.

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La causa è chiamata per la prima udienza il prossimo 11 aprile 2008.

In quella sede si chiederà che il Tribunale voglia adottare i provvedimenti immediati e urgenti per la salvaguardia degli interessi del Consorzio, evidenziando che l’attuale Consiglio di Amministrazione non appare “legittimato” a norma di Statuto, cosicché - in attesa della sentenza definitiva - andrà disposta la sospensione della nomina degli attuali Consiglieri e la loro sostituzione con uno o più Consiglieri di nomina del Tribunale.

Avv. Roberto Vitucci

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