Relazione all'Assemblea Generale del Consorzio della Costa Smeralda 

del 31 Luglio 2007 di Enzo Satta

Amici consorziati, presidente, membri del Consiglio d’Amministrazione, direttore generale.

Intervengo sia come consorziato che come membro dell’Associazione dei Proprietari d’Immobili in Costa Smeralda, un’associazione costituita nel maggio del 2005 con atto notarile e registrata presso l’Ufficio del Registro di Tempio Pausania. Un’associazione a cui hanno già aderito circa 400 consorziati e il cui scopo è rappresentare e difendere nell’ambito del Consorzio della Costa Smeralda gli interessi dei piccoli proprietari d’immobili.

Premetto che non sono contro nessuno e tantomeno contro il signor Barrack, persona che conosco e che apprezzo per la sua simpatia e capacità imprenditoriale. Non sono quindi contro nessuno, ma sono per il Consorzio ed in particolare per i diritti dei piccoli consorziati come me che costituiscono circa l’80% del Consorzio.                                                                             

Permettetemi innanzi tutto di presentarmi, sono Enzo Satta, la mia professione è quella di architetto e urbanista, sono nato in Sardegna ma ho vissuto per oltre 30 anni fuori dalla Sardegna, ho lavorato per oltre 10 anni all’estero, soprattutto negli Stati Uniti.

A partire dal 1973 ho lavorato come architetto alle dipendenze dell’organizzazione fondata dall’Aga Khan per la formazione della Costa Smeralda e, successivamente, dal 1985 al 1999 come architetto e urbanista responsabile dell’Ufficio di Architettura e Urbanistica, sempre dell’organizzazione fondata dall’Aga Khan, preposto al corretto sviluppo urbanistico, paesaggistico ed architettonico della C.S..

Come sapete l’Aga Khan ormai da molti anni non è più presidente del Consorzio ma sono orgoglioso e onorato di continuare ad avere un rapporto professionale assiduo con il fondatore della Costa Smeralda, per progetti sia in Sardegna che nella penisola e all’estero. Ho conosciuto dunque i tempi d’oro della Costa Smeralda ed ho dato il mio contributo professionale a quelli che sono stati i  tempi d’oro della Costa Smeralda.

La vera Costa Smeralda, quella famosa in tutto il mondo per la bellezza del suo mare, per le sue spiagge e le altre bellezze naturali, ma anche per l’accuratezza della sua pianificazione, per le sue infrastrutture per la sua architettura varia ma curata e rigorosa, di qualità, rispettosa delle regole del Consorzio e del buon gusto, famosa per i suoi frequentatori importanti ma discreti.

La Costa Smeralda di allora, imitata in tutto il mondo, è diversa da quella di oggi, chiassosa, esibizionista, disordinata, caotica. Disordinata urbanisticamente, disordinata architettonicamente, disordinata e trasandata nelle strade e nelle spiagge. E’ sotto gli occhi di tutti quello che è successo negli ultimi 9 anni ossia da quando è uscito di scena l’Aga Khan. Tutti siamo d’accordo che nulla rimane immutabile, anzi che sono opportuni degli adeguamenti col mutare dei tempi.

La Costa Smeralda degli anni 70 infatti era diversa da quella degli anni 60, così come quella degli anni 80 e 90 era diversa da quella degli anni 70, ma lo stile, l’unicità della sua gente, delle sue strutture della sua organizzazione rimanevano nel solco della sua tradizione; quella tradizione che portavano la Costa Smeralda ad essere presa a modello di sviluppo turistico in tutto il mondo.

In particolare negli ultimi 4 anni, la Costa Smeralda è stata trasformata da luogo turistico imitato dagli altri sviluppi turistici del resto del mondo in luogo imitatore delle peggiori mode turistiche che ogni anno nascono e muoiono in giro per il mondo.

La Costa Smeralda non è Las Vegas, non è Ibiza, non è Sharm El Sheik. La Costa Smeralda è, e deve rimanere Costa Smeralda. Deve conservare la caratteristica di un posto unico al mondo per le sue qualità ambientali, estetiche e urbanistico–architettoniche, dove poter trascorrere in tranquillità le nostre vacanze e contemporaneamente salvaguardare il valore del nostro investimento.

Questo non è soltanto il mio pensiero ma anche dei circa 400 consorziati che hanno aderito alla nostra associazione e ritengo sia anche il pensiero della maggioranza dei consorziati e aggiungo, sono convinto che dovrebbe essere anche quello del maggior consorziato.

Maggior consorziato che con circa il 23% dei voti milionesimali ha espresso quattro anni fa i 5 consiglieri, di cui 3 in rappresentanza  di società considerate soci fondatori e 2 fra i soci ordinari.

E’ chiaro che in questa situazione si pone il problema della democraticità. Ma questo è frutto di un meccanismo elettorale previsto 45 anni fa al momento della fondazione della C.S., che con tutti i cambiamenti avvenuti non è più attuale. Stante questa situazione, noi piccoli consorziati, non possiamo impedire che il maggior consorziato faccia convergere i voti esclusivamente su persone di propria assoluta fiducia anche se estranee alla storia, alla tradizione di questa organizzazione e alla conoscenza di questo territorio. Noi piccoli consorziati che costituiamo circa l’80% del Consorzio, abbiamo però il diritto di ottenere che il presidente ed il consiglio d’amministrazione si facciano carico delle esigenze prioritarie dei consorziati che non sono le manifestazioni mondane, i gazebo sul porto vecchio, gli spettacoli, le esibizioni, o le manifestazioni più o meno culturali, ma sono bensì la tranquillità, la sicurezza, l’accessibilità a spiagge pulite, la raccolta dei rifiuti, la pulizia in generale, lo stato di manutenzione delle strade e del verde, il traffico, i parcheggi, il prezzo e la distribuzione dell’acqua, il rispetto dello Statuto e del Regolamento Edilizio del Consorzio, la lotta all’abusivismo edilizio che sta depauperando la qualità della costa ed il cui controllo da parte del Consorzio non può limitarsi alla spedizione di telegrammi di diffida o all’applicazione di sanzioni pecuniarie ai trasgressori.

Tutte cose che determinano la qualità della vita, la qualità delle nostre vacanze e che costituiscono, o per meglio dire che costituivano, il valore aggiunto della Costa Smeralda rispetto a qualsiasi altra località turistica e di cui auspichiamo che il maggior consorziato si renda conto anche nel proprio interesse.

Il presidente ribatterà che molte di queste cose che non vanno non dipendono dal Consorzio ma da enti pubblici, quali il Comune, la Provincia, la Regione e lo Stato. E’ vero, ma uno dei compiti principali  del Consorzio è proprio quello d’intervenire presso gli enti pubblici e le autorità costituite affinché vengano rispettati i nostri diritti e garantiscano servizi adeguati al loro costo e alle tasse e sovratasse che noi consorziati paghiamo. Ma questo non è stato fatto o è stato fatto in modo del tutto inefficace.

Amici consorziati, in queste ultime settimane mi sono pervenute insistenti richieste da parte di numerosissimi consorziati a candidarmi per il Consiglio d’Amministrazione. Sono cosciente che a causa dell’attuale sistema di votazione che privilegia il maggior consorziato, non è facile essere eletti, ma non posso sottrarmi dall’accettare la richiesta.

Vorrei chiudere ricordandovi che oltre ad aver contribuito professionalmente sin dal 1973 allo sviluppo della Costa Smeralda e quindi di avere una perfetta conoscenza del territorio e delle sue problematiche, vivo in Costa Smeralda tutto l’anno con la mia famiglia e sono a vostra disposizione in qualsiasi momento dell’anno.

Vorrei concludere il mio intervento con la denuncia di due irregolarità che ho riscontrato nella documentazione  fattaci pervenire dal Consorzio con l’avviso di convocazione dell’Assemblea Generale Ordinaria 2007.

In merito alla prima irregolarità, se esaminiamo la tabella di pag. 8 della Relazione di Bilancio 2006/Budget 2007, si nota che nelle prime tre righe della tabella sono state computate delle quote percentuali riferite a quantità volumetriche potenziali per un totale di 3.860.836 mc che a seguito di provvedimenti legislativi regionali in materia urbanistica e paesaggistica hanno subito drastici ridimensionamenti.

Queste quantità volumetriche potenziali, calcolate probabilmente sulla base del Piano Urbanistico di Arzachena del 1981, con l’entrata in vigore della Legge Urbanistica Regionale n° 45 del 1989, integrata dalla Legge Regionale n° 23 del 1993, e con l’entrata in vigore del Piano Paesaggistico Regionale l’8 settembre 2006, non possono essere considerate valide.

Pertanto diffido il presidente dall’attribuire in sede di votazione le carature milionesimali relative a queste quantità volumetriche potenziali.

La seconda grave irregolarità quella relativa alla scheda n° 2 per l’elezione del Consiglio l’Amministrazione, consiste nel fatto che tra i soci fondatori compaiano tre società: la Società Romazzino, la Società Capriccioli e la Società Abiadore che in base all’art. 19 dello Statuto tali non sono così come confermato dalla sentenza di 1° grado del Tribunale di Tempio nel 2002 e dalla Corte di Appello del Tribunale di Sassari nel 2005.

L’art. 19 infatti, definisce Fondatori i sottoscrittori originali Consorziati.

Contesto pertanto l’eligibilità delle 3 società indicate come soci fondatori e anticipo sin d’ora l’impugnazione del deliberato assembleare nella ipotesi in cui queste tre società continuino a vantare  il diritto di far parte del C.d.A. che prescinda da una loro elezione democratica tra i soci ordinari per deliberato assembleare.

Per concludere, nel caso in cui il presidente ritenesse esclusivamente valida la lista notificataci unitamente alla convocazione di Assemblea e nel caso in cui ritenesse validi i voti milionesimali attribuiti ai volumi potenziali indicati nelle prime tre righe della tabella di pag. 8 della Relazione di Bilancio 2006/Budget 2007, il deliberato conseguente sarà oggetto di argomento di discussione davanti al giudice competente.

Chiedo che tutto ciò venga riportato nel verbale dell’Assemblea. Mi scuso per essermi dovuto dilungare, vi ringrazio per l’attenzione e vi auguro una buona vacanza.

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