Multe alle barche all'isola di Mortorio - di L. Camillo


Consorzio Costa Smeralda
Consorzio Porto Rotondo
Parco di La Maddalena
La Nuova Sardegna

                                                                                                  Porto Cervo, 18 Agosto 2010

Egregi Signori,

Il recente irrigidimento nei controlli dei divieti di sosta delle barche nell’isola di Mortorio sta togliendo di fatto un’importante risorsa naturale all’industria turistica locale, fondamentale per il godimento del mare di tutti i natanti con base a Porto Cervo, Portisco e Porto Rotondo.

Dove andranno ora tutte queste barche? Tutte a sostare davanti alle già affollate spiagge della zona, oppure macinare tante miglia marine ogni giorno per recarsi alle isole “autorizzate” vicine a La Maddalena, con consumo di vaste quantità di carburante e con conseguente aumento di inquinamento dell’aria e del mare, nonché acustico.

Ma perché non prendiamo esempio dalla Turchia, che intelligentemente consente l’utilizzo delle risorse naturali, anche quelle più delicate, ma protette con dei razionali accorgimenti che preservano totalmente la loro integrità? L’esempio più eclatante è la cosiddetta “Spiaggia di Cleopatra” nel Golfo di Gokova, completamente recintata, il cui accesso è permesso soltanto attraverso appositi cancelli sorvegliati, senza asciugamani per non asportare un solo granello di sabbia. Dall’acqua si esce solo attraverso una scalette nell’acqua, in modo che la sabbia non rimane attaccata neanche ai piedi. Questo è un sistema da adottare anche per la nostra preziosa “Spiaggia Rosa” a Budelli ed eventualmente anche ad altre belle spiagge, Mortorio ecc. Le relative foto turche sono visibili a:

www.mediterranean-yachting.com/Turkey/cleopatra.htm

Veniamo ai divieti del Parco di La Maddalena, dal mio studio del 2001, avevo constatato che le isole che si affacciano sulla Costa Smeralda hanno l’89% della loro superficie a divieto totale, a confronto di quelle di La Maddalena che hanno solo il 4,8%: un’evidente discriminazione del Parco verso la Costa Smeralda, sicuramente più per motivi politici che per motivi ambientali. Lo studio completo (pubblicato su rivista Nautica nel 2001) e visibile a:

www.l-camillo.com/activity/Articles/parco.htm

A suo tempo avevo interpellato il Consorzio Costa Smeralda ad intervenire per una più equa distribuzione dei divieti da parte del Parco, ma è rimasta lettera morta ed ora rinnovo l’appello, estendendolo anche al Consorzio Porto Rotondo, anch’esso danneggiato da questi divieti totali alle sue vicine isole attorno a Mortorio. Se adottiamo il “sistema turco”, l’integrità della natura sarà sempre conservata.

Fiducioso in un Vostro energico intervento, saluto cordialmente.  

Lorenzo Camillo                       


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