Cosa sta succedendo nel Consorzio della Costa Smeralda?

Vittorie di Pirro a spese dei consorziati (700.000 euro in spese legali?) Mentasti se ne va. 
Il presidente convoca mensilmente il Consiglio di Amministrazione ma non ne firma i verbali

Il PM del Tribunale di Tempio ha chiesto l’archiviazione del dossier aperto nei confronti del direttore generale del Consorzio a seguito della denuncia presentata al comando della Guardia di Finanzia dal suo collega Claudio Gatti per una firma “falsa” di cui non si sono finora viste ragioni diverse da quelle di una questione pratica e formale, comunque pasticciata, nei famosi contratti di locazione a favore proprio dei signori Gatti e Manca.

Resta aperta la questione civilistica che vede la Jaguarao, società locatrice, contrapposta al Consorzio, locatore, con l’intermediazione della Pevero Alto. Che ci siano diverse cosette da chiarire sembra evidente ma si potevano trattare come “panni sporchi” da lavarsi in casa a cura di chi ha il compito di sorvegliare sulla buona amministrazione del Consorzio e del suo bilancio.

Bilancio che quest’anno sarà gravato di oneri affatto utili al buon andamento del consorzio ma certo profittevoli per i legali chiamati a dare pareri ed assistenza legale, dentro e fuori le aule di giustizia, per risolvere conflitti interni all’amministrazione del Consorzio.

In una richiesta ufficiale di verifica, un noto avvocato di Arzachena, incaricato da una quarantina di consorziati, parla di 700.000 euro spesi con un solo legale di Cagliari.

Nel campionato di calci (agli stinchi) in svolgimento nel Consorzio, questa prima partita è vinta dal direttore Manca, sul campo perde Gatti ma, secondo i soliti bene informati, lo sconfitto è il presidente. Siamo tuttavia solo agli inizi e si prevede che il campionato durerà ben oltre la prossima assemblea dei consorziati stessi, la cui data è ancora da fissare a causa della mancata verifica del bilancio 2010 da sottoporre alla prossima assemblea. Assemblea che dovrà eleggere i nuovi organi di rappresentanza dei consorziati.

Che cosa ci sia da nascondere non è dicibile a chiare lettere, in assenza di fatti e documenti concreti, ma che si voglia nascondere qualcosa è evidente dal rifiuto, ormai ufficiale, del Consorzio di permettere ai consorziati non solo alcune verifiche amministrative ma addirittura dei verbali del Consiglio d’Amministrazione.

Secondo l’avvocato Franca Palitta almeno una quarantina di consorziati hanno sottoscritto una precisa e puntigliosa richiesta al presidente di verifica di atti e documenti relativi alla gestione del Consorzio e della controllata Servizi Consortili dal 2007 ad oggi. L’elenco delle richieste é lungo e puntiglioso, a volte pignolo, ma non si vede ragione, se non pretesti formali, per continuare a negare verifiche che si impongono con urgenza dopo le notizie di stampa succedutesi negli ultimi mesi e che continuano ad agitare le limacciose acque dentro ed attorno al Consorzio.

Persino le clamorose – e non ufficialmente motivate – dimissioni del consigliere Mentasti (che spiega il suo riserbo citando un’indagine giudiziaria in corso) e la nomina del consigliere che lo ha prontamente sostituito, sono rese note solo attraverso sintetiche notizie stampa. Dei consorziati nessuno sembra occuparsi e il “gazzettino” elettronico del Consorzio parla di tutt’altro. Se un consigliere come il Cav. Mentasti, tra i più autorevoli, rispettati - e più anziani - membri del Consorzio se ne va in quel modo, ci deve essere una ragione. Una ragione molto grave. Che tuttavia i consorziati non possono conoscere.

La gravità della situazione è riassunta in un dato significativo: negli ultimi sei mesi sono stati convocati e si sono tenuti (o sono andati deserti) almeno cinque Consigli di Amministrazione. Ebbene i loro verbali non erano stati ancora ratificati e firmati alla data del 7 giugno. Quando un consorziato ha sollecitato per l’ennesima volta di leggere quei verbali, dopo una formale richiesta scritta, il direttore del Consorzio ha dovuto rispondere che non poteva farli vedere perché quei verbali non erano ancora stati firmati. Una settimana dopo la situazione è la stessa.

Giancarlo Perini

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