Intervento del Sig. Giancarlo Perini alla riunione Pre-Assemblea Hotel Le Ginestre 

28 Luglio 2011

Buonasera gentili signore ed egregi signori.

Buona sera ….e grazie per avere accolto il nostro invito ed essere intervenuti.

Purtroppo non è stato possibile far  sapere a tutti i consorziati di questa riunione ma credo che la vostra presenza sia un chiaro segnale del forte interesse che tutti noi portiamo per il consorzio.

Mi presento.

Mi chiamo Giancarlo Perini e sono consorziato dal 1985, il mio ruolo strasera è quello di fare da portavoce a un gruppo di consorziati e ringrazio l’Apics, che ci ha aiutato nella nostra azione. Per favore non sparate sull’ambasciatore.

Permettetemi innanzitutto di ringraziare i rappresentanti del mezzi di informazione che sono fondamentali per la nostra azione a favore del Consorzio e di tutto il territorio. Li ringraziamo per la loro attenzione, correttezza, indipendenza e professionalità.

Visto che continuano ad arrivare altre persone permetteteci di guadagnar tempo parlando di temi che riguardano il metodo con cui intendiamo operare.

L’invito,   esteso a tutti i dirigenti del Consorzio Costa Smeralda, ai consorziati ed ai giornalisti, e la non esclusione di coloro che per qualsiasi giusta causa sono interessati alla nostra iniziativa testimonia di una totale trasparenza.

Avendo noi a cuore solo gli interessi leciti e legittimi di tutti coloro che in Costa Smeralda vengono in vacanza, vivono, lavorano, spendono, e in molti casi votano, pensiamo sia nostro dovere essere aperti con tutti coloro che vogliono dialogare, costruire, essere propositivi e migliorare.

Diciamo subito qual’è l’interesse primario che ci guida:

Ridare alla Costa Smeralda il suo smalto e prestigio riportandola allo spirito dei suoi fondatori .

Per qualità ambientale in senso più ampio, per cultura, stile, civiltà del vivere insieme, rispetto della natura, sostenibilità, in un’ottica di sviluppo tanto economico quanto sociale.

La nostra ambizione è di fare nuovamente della Costa Smeralda e del suo Consorzio un punto di riferimento esemplare per lo sviluppo, nel rispetto delle regole.

Non siamo certo contro lo sviluppo.

Ma non può esserci civiltà e condivisione senza il rispetto delle regole, si tratti di leggi nazionali, regionali o locali o dello Statuto da noi volontariamente ed individualmente sottoscritto.

Se siamo qui a parlarne, a 50 anni di distanza è perché da quando i fondatori hanno dovuto passare la mano, alcune cose sono andate storte.

No, non mi riferisco a cose importanti come la pulizia delle spiagge, la loro fruibilità, la raccolta rifiuti e i parcheggi, ma di ordinaria amministrazione. Queste non devono distrarci dalle questioni di fondo, strategiche e di lungo periodo, che sono ben altre e sono prioritarie.

Fatta questa premessa, e non avendo noi troppo tempo, verrei subito alle nostre proposte

A voi valutare se sono condivisibili e condivise, sia questa sera sia in assemblea.

L’ordine del giorno prevede cinque punti. Cercheremo di affrontarli tutti in modo rapido ed efficiente. Poi daremo a voi la parola.

1.    Gli obiettivi che ci proponiamo e che vorremmo condividere con voi;

2.    Nomina di rappresentanti nel Consiglio di Amministrazione.

3.    Il Consorzio: ieri, oggi e domani.

4.    Bilancio 2010.

5.    Iniziative Future.

1. Gli Obiettivi. Il nostro manifesto.

Li abbiamo già accennati brevemente e potremmo parlarne per ore.

Non è questione di sapere cosa serve: lo sappiamo tutti.

Una Costa Smeralda viva, vivace, stimolante ma serena e tranquilla, educata, civile, pulita, ordinata.

Non si tratta di inventare qualcosa. Basta guardare a Cortina, Gstaadt, St. Moritz, ed altre perle.

Vogliamo una Costa Smeralda (ed un territorio) più efficiente, integrato, dove i servizi pubblici, telefonia, acqua, strade, parcheggi, vigilanza, poste che funzionino.

Una Costa Smeralda dove tutto ruoti attorno ai suoi cittadini, a chi viene in vacanza, a chi ci vive e lavora, nel quali gli alberghi di lusso svolgano il loro ruolo senza essere al centro delle strategie e tutto il resto che ruota attorno a loro.

Che non operino come il monopolio del lusso.

Una Costa Smeralda che non è avulsa dal territorio ma ne fa parte e vive in sinergia con il capoluogo e tutte le altre località del Comune di Arzachena e non solo quelle dodici elencate dal Consorzio.

Una Costa Smeralda che sia più facile da raggiungere da molte città del continente europeo, soprattutto nei fine settimana e fuori stagione. Con aerei e traghetti, veloci, puntuali e di costo ragionevole. Non puntiamo alle linee Low Cost, ma riconosciamo il loro ruolo nel far vivere la Sardegna, a partire dalla Costa Nord Occidentale. E ci preoccupiamo di situazioni e disastri come quelle create quest’anno dai traghetti.

Servono piani strategici definiti in un vero sistema territoriale da creare senza perdere tempo.

Una Costa Smeralda in cui tutte le componenti sociali dialogano, operano in sinergia e si sentono membri responsabili di una società che vuole crescere, culturalmente, socialmente, civicamente, ed anche economicamente. Tutti sono, siamo, parimenti importanti.

Fin qui tante belle parole. Alle idee bisogna mettere gambe. Dalle parole si deve passare ai fatti.

Veniamo al secondo punto.

2. Nessuna quota senza rappresentanza diretta.

Se l’assemblea, stasera e sabato mattino, è d’accordo con quanto finora enunciato, deve indicare questo preciso mandato al Consiglio di Amministrazione, che dovrà darne esecuzione attraverso il direttore generale, il comitato di architettura, lo stesso presidente del Consorzio.

Ebbene noi dobbiamo dire con grande determinazione che non è più accettabile che più del 70% dei consorziati non abbia un solo membro da loro eletto nel consiglio di amministratore.

In proposito facciamo subito chiarezza e diciamo che questa situazione a nostro avviso non più sostenibile.

I consorziati, finora obbligati (come inun condominio) a far parte del Consorzio sono 3814, secondo fonti ufficiali. Con la differenza (rispetto al Condominio) che un uomo d’affari al vertice di un Fondo di investimento statunitense, attraverso tre diverse società (land Holding, Sardegna Resort e Pevero Golf) detiene circa il 28% dei diritti di voto. D’ora in poi lo chiameremo il Consorziato, con la C maiuscola, per brevità.

Ciò gli permette di nominare l’intero CDA del Consorzio e di scegliere il presidente. Da qui discendono le nomine del direttore generale, del comitato di architettura, del presidente della Servizi Consortili, del responsabile della sicurezza e tutto il resto. Tra il resto anche fondamentali scelte strategiche, tattiche e commerciali a volte discutibili quando non sono addirittura illegittime o illecite. Con denunce, indagini, contenziosi, costi.

Tutti a carico della Costa Smeralda. Si tratti di denaro, lavoro, immagine.

Del bilancio parleremo fra un attimo, ma a questo punto vogliamo dire chiaro e forte che ciò non sarà più accettato passivamente. Se ci sarà offerto altro, lo accetteremo, ma non ci accontenteremo.

Il Consorziato viene dagli Stati Uniti, è cittadino americano, rappresenta una nazione che è considerata la bandiera della democrazia. Ebbene noi pensiamo che sia né etico né intelligente che lui agisca da dittatore. (La Costa Smeralda non è una “repubblica delle banane”). Certo, ne ha il potere (che gli deriva anche dai tempi lunghi della nostra giustizia e dal “sistema Italia”) dei suoi voti e dei suoi forti interessi d’affari, ma vorremmo che almeno fosse un dittatore illuminato. Che perlomeno ci provasse.

Il suo paese, gli Stati Uniti d’America, è nato da una rivoluzione provocata da un semplice concetto: No taxation without representation.

Una rivoluzione fatta non dagli indigeni ma dai “padroni”, i colonialisti inglesi (i consorziati di oggi). Essi affermarono che la mancanza di una rappresentanza diretto nel parlamento britannico fosse una negazione illegale dei loro diritti. Così la pensiamo noi, oggi.

 

Sono certo che il nostro esimio “Consorziato” converrà con noi che ritrovarci nella situazione di consorziati senza rappresentanza diretta è anacronistico, poco dignitoso e fuori da ogni logica ai nostri giorni.

 

Dopo l’analisi, la proposta. Minimalista ma irrinunciabile.

 

Sappiamo di rappresentare  ed esprimere le aspirazioni della stragrande maggioranza dei consorziati ma di non poter mettere insieme la maggioranza dei diritti di voti. Possiamo accettare una monarchia costituzionale, a patto che nostri rappresentanti diretti siedano in parlamento. Ovvero nel CdA.

La proposta – che avanzeremo - è che il CdA sia composto da almeno sette membri e che tre di loro siano deputati dai (e rispondano ai) Consorziati.

Al Consorziato lasciamo la maggioranza, la presidenza e la direzione generale.

A noi il ruolo di garante del rispetto dei principi ispiratori, della vera rappresentanza e della trasparenza. SE NON ORA, QUANDO?

Vi pregherei ora di riflettere in proposito e di iscrivere il vostro nome o quello del consorziato che vi sarebbe più gradito in questo foglio. Voteremo fra poco,. Dopo aver affrontato il prossimo punto, di tornare a questo tema per dedicare qualche minuto alla indicazione di tre o più consorziati da indicare.

Dico subito che si tratta di un atto dimostrativo perché non abbiamo alcuna speranza che il Consorziato accetti la nostra proposta. Non lo stimiamo tanto illuminato e “democratico”.

3. Il Consorzio e noi: ieri, oggi e domani.

E’ nostra opinione che nella nuova situazione l’originario Statuto [l’unico che ci vincola contrattualmente] é – a nostro parere -  da ritenere tuttora valido. Forse deve essere riformulato ed attualizzato per renderlo praticabile ma lo spirito fondante e le linee guida delle origini devono essere ribadite e garantite come una “costituzione” nella lettera, forma e metodo operativo.

E’ forse anche tempo di pensare a cosa può o deve essere il Consorzio domani.

Qualcosa di diverso? Qualcosa di nuovo? Qualcosa di alternativo?

A partire dal giorno dopo l’assemblea dovremo costituire un gruppo più ampio di esperti che analizzi la situazione, valuti le prospettive e faccia proposte.

In proposito dobbiamo pensare a come rendere più forte e unito il nostro gruppo, snellendo la comunicazione fra noi, rendendola più agile e veloce, puntando su internet senza trascurare chi di internet non ne vuole sapere (e non possiamo dargli torto).

Per questo invito tutti coloro interessati a seguire la nostra azione, a dialogare con noi, fare proposte, suggerire riflessioni o semplicemente comunicare con noi e dunque vi invito a  compilare il modulo di adesione alla Newsletter che è a vostra disposizione.

Inoltre chiunque può chiedere di ricevere la Newsletter via internet inviando un semplice messaggio a                                                                          consorziati@virgilio.it

Prima di passare al bilancio vorrei tornare alla vostra indicazione dei consorziati che vogliamo indicare come nostri rappresentanti diretti. Vediamo se abbiamo candidature e proposte.

4. Il Bilancio.

I nostri tentativi di approfondimenti, seppur reiterati ed insistenti, non ci hanno permesso di verificare e valutare a fondo il bilancio. Ciò soprattutto in relazione alle delibere del Consiglio  di Amministrazione, anche quelle sottratte alla nostra lettera e presa di visione. Ne chiederemo conto ai Sindaci.

A proposito del bilancio della Servizi Consortili spa ci occuperemo in altra occasione e sede.

Credo che ciò chiarisca perfettamente la situazione. Noi consorziati (quello con la c minuscola) paghiamo quote ad una Spa di cui non siamo soci, con cui non abbiamo alcun contratto, né impegno. Lo facciamo su indicazione del Consorzio che dice paga la Servizi Consortili o ti considero moroso e ti cito in giudizio. La Servizi Consortili è il braccio operativo del Consorzio che ne è l’unico azionista. Lo è per conto dei consorziati tutti o del Consorziato. Con i consiglieri da lui nominati Il Consorziato può vedere il bilancio e spulciarne ogni dettaglio. I consorziati no. E’ accettabile? E’ dignitoso? Valutate voi. Noi diciamo no, e diciamo basta.

Non vogliamo far luce su bilanci perché pensiamo che nascondano chissà che cosa. Abbiamo piena fiducia nei dirigenti e nel personale del Consorzio e della Servizi Consortili ma semplicemente consideriamo indispensabile il nostro diritto/dovere di controllo.

Aggiungiamo che il sospetto è lecito ed inevitabile nei confronti di chi vuol nascondere ciò che dovrebbe essere esposto per mostrare e dimostrare il buon operato della gestione.

I dati più preoccupanti del bilancio sono presto detti:

un elevato onere per la compensazione delle quote non pagate da una parte (piccola) di consorziati, prevalentemente imprese immobiliari fallite; che finora ci sono costate una fortuna.

crediti verso cosidetti “clienti” (di chi, di cosa non lo abbiamo capito) tra cui figurano quasi 1.5 milioni verso Abbanoa, anche lei rischio di insolvenza e teoricamente di fallimento (mancano 200 milioni di euro, secondo la stampa regionale);

I prevedibili (ma non previsti) costi straordinari originati da liti con i dipendenti, tra cui quello del capo della vigilanza è il più clamoroso ma non il solo. E le sproporzionate spese per legali  e consulenti fiscali di cui è difficile aver conto. In proposito la complessa ed assurda vicenda delle cosi-dette “firme false” ci è già costata molto cara in termini di immagine e di consulenze (una inchiesta interna non bastava, si è voluto farne due, tanto paga …. Pantalone). Vedremo presto se c’è stata mala-gestio e se avviare una o più azioni di responsabilità.

Un’analisi più dettagliata sarà presentata in assemblea.

5.    Iniziative Future.

Da un probabile membro del prossimo CdA abbiamo avuto rassicurazioni che con la nomina del nuovo consiglio cambierà tutto, si darà inizio ad un nuovo corso con una presenza maggiore del signor Consorziato. Bene, vuol dire che il Consorziato condivide la nostra analisi, che le cose non sono andate bene. Cosa ciò voglia dire in pratica lo vedremo presto se, baderemo al metodo di operare, ai modi, allo stile, alla chiarezza ed alla trasparenza. Se il cambiamento andrà nella direzione da noi auspicata saremo ben lieti di collaborare attivamente e costruttivamente.

Diamo loro credito.

Tuttavia è indispensabile mandare avanti fin d’ora iniziative che ci portino alla libertà , alla rappresentanza diretta, al controllo permanente dell’azione di governo del Consorzio e della sua controllata, dei suoi organi tutti, comitato di architettura compreso.

Non abbiamo volutamente parlato della questione, fondamentale, della contiguità o dei conflitti di interesse tra Consorziato, consorziati, comune di Arzachena ed altri enti (quali Abbanoa, provincia, regione, sindacati) che hanno giurisdizione sull’area del Consorzio e con i quali è doveroso (e conveniente) stabilire un dialogo costruttivo di ampio e di grandi prospettive.

Grazie per l’attenzione. Diamo ora la parola a…..chi alza la mano.  I giornalisti potranno fare domande dopo i consorziati, quando dichiareremo chiusa questa riunione:

Fine, per il momento.
                                                                      

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