Lettera al Direttore di La Nuova Sardegna
Giancarlo Perini

Egregio signor Direttore,

desidero ringraziarla, anche a nome di altri concittadini, per l’ampia spazio dedicato nell’edizione odierna, alle pagine 4 e 5, alle questioni che ruotano attorno al governo di Arzachena ed a quello che avete giustamente definito il mini masterplan di Tom Barrack, e dei suoi colleghi del mattone. Mi consenta tuttavia di notare che i due servizi “portanti” in parte si contraddicono.

Per Pinna “il futuro edificatorio prossimo venturo” sarebbe “voluto da gran parte degli abitanti”mentre della pagina di fronte Serena Lullia scrive “che i 600mila metri cubi di ville, hotel e campi da golf....raccolgono più critiche, solo sussurrate, che consensi”. In effetti, il consenso è minimo ma forte concentrato nei soliti “salotti che contano” ed il dissenso è diffuso ma, come spesso accade, disperso e non rappresentato. Le ragioni sono molte e comprenderle non è difficile. Basta guardarsi attorno e parlare con la gente fuori dai palazzi e dai pochi hotel del lusso, dove Barrack ama intrattenere alcuni giornalisti (di entrambi i sessi).

Come da un “piano casa” si possa arrivare ad un master-plan non è facile comprendere ma è noto che questo non è solo il Paese dei campanelli ma anche quello dei miracoli. Tant’é che si è arrivati a mettere in scena il comizio da tributo “romanzo” di Tom Barrack (che nel suo democratico paese sarebbe subito finito sullo “Scherzi a parte” di casa) ed a far dire al sindaco parole che non si possono credere. Ad esempio, parlando, di investitori che sono in Costa Smeralda dai primi anni sessanta e non hanno mai fatto parlare di se, né come impresari né come evasori (di ICI) lo abbiamo sentito dire: ”arriva uno da lontano, con altri interessi, non certo gli interessi degli arzachenesi, che mette in discussione quello che il comune, la provincia, la regione, il ministero, l’ufficio tutela del paesaggio, avevano invece dichiarato fattibile, dichiarato finalmente legittimo: il poter permettere al nostro territorio di essere ancora competitivo a livello internazionale”.

Sono affermazioni importanti che andrebbero attentissimamente verifiche ed analizzate. Con esse, infatti, non si afferma affatto che la competitività debba passare necessariamente attraverso 36 villette, probabilmente abusive, manifestamente “fuori luogo”.

E’ chiaro che le vicende arzachenesi attuali sono strettamente legate. Così come è chiaro che la data del 15 giugno e le scelte di quel giorno saranno una conseguenza dell’altra. Facile anticipare le conclusioni del sindaco se il TAR dovesse sentenziare l’abbattimento di quanto costruito abusivamente. Ma non è necessario precorrere i tempi, soprattutto di questi tempi. Se ne dovrà ragionare dopo la sentenza del TAR ma fin d’ora si può porre la questione di fondo e dare risposta ad alcune domande che nessuno sembra volersi chiedere. La questione è se sviluppo, ricchezza (di alcuni), lusso ed opulenza debbano necessariamente configgere con l’etica e l’estetica e se davvero giustifichino tutto, ivi compreso il mancato rispetto, o la libera interpretazione “ad personam” di norme urbanistiche chiarissime. Le domande sono mille. Ne propongo solo qualcuna: perché mai Regione e Comune si sono date tanto da fare, e di corsa, per rilasciare alle società di Tom Barrack permessi contrari al piano regionale? Pressioni dall’alto? L’ansia di assicurare il lavoro delle imprese? Il desiderio di compiacere un ospite potente? Non ci sarebbe stato molto più lavoro mettendo effettivamente mano alla ristrutturazione degli alberghi? Ci sarebbe molto da aggiungere. Ma rispettiamo le priorità proponendo altre questioni banalissime: quali sono le infrastrutture previste per lo sviluppo? Quali strade? Quali parcheggi? Quale viabilità? E la Raccolta dei rifiuti? Le spiagge? Non se ne sente parlare.

 L’acqua? Tema caldo in questi giorni. Sanno i Comuni e le redazioni che in Costa Smeralda molti turisti (ed a volte gli alberghi) sono già rimasti ed a lungo senza acqua in piena stagione? Coi nuovi piani urbanistici ce n’è, ce ne sarà, abbastanza per tutti? Con la gestione dei rifiuti Arzachena ha già ampiamente dimostrato di voler competere con Napoli ed in più dovrà pagare un milione di penale. Per il futuro si vuol preparare un fenomeno “sicilia” per l’acqua e prendere esempio dalle metropoli del nord per circolazione, posteggio, criminalità e sicurezza? Piani alternativi, e intelligenti, a breve, medio e lungo termine per la valorizzazione dell’intero territorio di Arzachena, che darebbero lavoro a molto più imprese edili e tante altre, sono possibili. Possibilissimi. Non credo proprio che sei villette a Romazzino e il far-west urbanistico che le incorniciano, siano attrazione per turisti e produttori di benessere. Qualche speculatore, forse, esperto del mordi e fuggi. Qualcuno incantato forse dalle promesse non mantenibili di millantatori, come suggerisce l’eccellente Pier Giorgio Pinna, ma che di soldi suoi ne investe davvero pochi. Tom Barrack, infatti, in Costa Smeralda ci è arrivato con soldi italiani, prestati da una banca italiana. 

Giancarlo Perini. Arzachena, 12 giugno 2011.

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