COSTA SMERALDA

 I NODI VENGONO AL PETTINE

Giancarlo Perini ©

La navigazione in Costa Smeralda negli ultimi anni è sempre stata agitata, ma il potere esercitato con mano d’acciaio in guanti di velluto a proprio vantaggio, ha permesso a chi comanda nel Consorzio della Costa Smeralda, il piccolo cabotaggio, da un’assemblea a quella successiva, senza grandi scosse.

Quest’anno le acque saranno decisamente più agitate e non sono da escludere catastrofiche tempeste. Più di un Consorziato, si accinge a richiedere agli organi di gestione e controllo del Consorzio, o al magistrato, il pieno accesso agli atti del Consorzio e delle sue controllate per una minuziosa verifica della legittimità delle azioni intraprese, delle decisioni adottate, delle spese e dei conti.

Se quanto è indicato da diversi esposti e querele fosse confermato, promuoverebbe azioni di responsabilità nei confronti di tutti coloro che avessero delle responsabilità: direttore, presidente e membri del Consiglio di Amministrazione.

Sempre di queste ore la notizia della conclusione della devastante causa di lavoro provocata dall’inspiegabile licenziamento nel 2009 dell’allora responsabile dei servizi di Sicurezza del Consorzio. Scelta apparentemente immotivata, o perlomeno poco elegante, che ha portato ad una vertenza giudiziaria che si è finalmente conclusa con una transazione che costerà ai Consorziati una cifra più vicina ai 400 mila Euro che ai 350 mila di cui si è parlato. Transazione che prevede anche il ritorno del signor Francesco Testoni al vertice della Vigilanza del Consorzio.

Ma questo ruolo è stato affidato da Persico a Claudio Gatti, con cui il Consorzio ha firmato un contratto come dirigente. Come sarà risolta la sovrapposizione? Chi farà che cosa? Non è ancora chiaro. Chiaro è che il conto sarà salato. Si fa presto ad andare oltre il mezzo milione di euro, cifra che, secondo fonti bene informate, il Consorzio non sarebbe in grado di pagare.

Si rischia il fallimento del Consorzio? Forse, dicono i soliti bene informati. Improbabile, pensiamo noi.

Certo i problemi non finiscono qui. Sul conto c’é da mettere il pasticcio dei contratti di locazione per i due appartamenti messi a disposizione dell’ex-questore Gatti e di Salvo Manca, direttore generale del Consorzio e presidente della Servizi Consortili, che ha firmato il contratto di lavoro con Gatti e che si deve ora confrontare con la denuncia di questi per una firma “falsa” in calce al contratto di locazione per l’appartamento che il Gatti ha tranquillamente occupato per due anni. Perché mai il Gatti, ex-questore e dunque ben familiare con la materia, abbia presentato una denuncia penale alla Guardia di Finanza resta incomprensibile. Forse era inevitabile, a salvaguarda del suo buon nome.

In realtà la firma sotto quel contratto avrebbe dovuto essere proprio quella di Manca. Evidentemente qualcosa non quadra: superficialità, tecnicismi, mala fede? Si vedrà e si saprà quando la dottoressa Elisa Calligaris, P.M. titolare del fascicolo trarrà le sue conclusioni. La matassa è molto complessa e le querele si susseguono ma entro giugno l’indagine dovrebbe essere conclusa. Si capirà così se c’è del marcio nel Consorzio e da dove viene.  

                                      (Paragrafo ommissis temporaneamente, in seguito a diffida ed in attesa di verifica legale)

Forse è anche per questo che Bruno Mentasti ha rassegnato le dimissioni da membro del Consiglio di Amministrazione. Sbattendo la porta e, sembrerebbe, dando seguito alla vicenda con un’azione legale. Nel suo mirino ci sarebbe la gestione del direttore Manca, ma di ciò non abbiamo conferma, avendo il Comm. Mentasti riscontrato le nostre richieste di verifica, di volersi astenere da qualsiasi dichiarazione per non interferire con l’indagine della magistratura.

Porto Cervo, 4 maggio 2011.

Sebbene questo sia il sito di un'associazione e non un organi di stampa ci é stato intimato da uno dei soggetti interessati di sospendere la pubblicazione di un nostro articolo di taglio giornalistico su alcune delle molte vicende che infelicemente interessano il nostro consorzio.
In attesa di definire con l'interessato e con i nostri legali ciò che é lecito e doveroso pubblicare e ciò che non lo é, accogliamo il perentorio invito ricevuto con formula legale.

 

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