INTERVENTO ALL’ASSEMBLEA DEI CONSORZIATI DEL CCS    di Giancarlo Perini

Buongiorno, gentili signore ed egregi signori.

Parlo anch’io a nome dell’APICS e di un consorziato che mi ha delegato.

Questo intervento è stato predisposto da un gruppo di lavoro formato da consorziati e loro consulenti.

Chiediamo che sia registrato e la registrazione allegata agli atti della assemblea.

Il mio intervento è scritto e viene depositato perché sia integralmente trascritto a verbale.

Ogni consorziato può averne copia fin d’ora. Chiedo alla segreteria dell’assemblea  di mettere a disposizione le copie richieste. Grazie. (una copia per il segretario, una per la segreteria).
In ogni caso potrete leggere il tutto sul sito dell’APICS.
www.apics.it/attualità/newsletter, penso a partire da domani.

Diciamo subito cosa vogliamo:

·        Ridare alla Costa Smeralda il suo smalto e prestigio riportandola allo spirito dei suoi fondatori .

·        Qualità ambientale in senso più ampio, per cultura, stile, civiltà del vivere insieme, rispetto della natura, sostenibilità, in un’ottica di sviluppo tanto economico quanto sociale.

·        Qualità nelle scelte strategiche e nella gestione nell’interesse di tutti

·        La nostra ambizione è di fare nuovamente della Costa Smeralda e del suo Consorzio un punto di riferimento esemplare per lo sviluppo, nel rispetto delle regole.

·        Non siamo certo contro lo sviluppo.

·        Ma non può esserci civiltà e condivisione senza il rispetto delle regole, si tratti di leggi nazionali, regionali o locali o dello Statuto da noi volontariamente ed individualmente sottoscritto.

·        Penso che siamo tutti d’accordo. Ll problema non é il piunto di arrivo ma la strada ed il veicolo: una Ferrari o una vecchia carretta con le gomme a terra?

Se siamo qui a parlarne, a 50 anni di distanza è perché da quando i fondatori hanno dovuto passare la mano, alcune cose sono andate storte.

Non torneremo a parlare come tutti gli anni di spiagge, di rifiuti, parcheggi,  trenino per turisti, alberi, rumore, acqua. Sono problemi (anche grossi) che ci fanno infuriare  ma che sono di ordinaria amministrazione spesso risolvibili con un maggior senso civico.  Non lasciamoci distrarre, parliamo delle questioni sostanziali del consorzio a cui possiamo e dobbiamo dare una risposta positiva e costruttiva. Credo siate tutti d’accordo, consorziati e amministratori, che fatto questo – stabilita la rotta -anche l’ordinaria amministrazione sarà risolta.

Spero che ci darete il tempo necessario e la vostra attenzione. In ogni caso i nostri interventi sono stati  scritti e copie sono a disposizionie degli interessati, li troverete ben presto sul sito dell’APICS, e poi nei verbali dell’Assemblea.

Ognuno di noi ha il diritto di esprimersi e di ascoltare, nel rispetto di tutti. Perciò rispettiamo le decisioni dell’assemblea.

  Più tardi presenteremo le nostre mozioni, che vi chiediamo di votare. E sulle quali il Consorziato ci auguriamo vorrà prendere posizione e impegnarsi. 

Fin d’ora annunciamo che il nostro gruppo elaborerà e presenterà proposte costruttive che saranno rese note agli organi del Consorzio, pubblicate nel nostro sito, e diffuse con comunicati stampa.  

 Informazione

Comunicazione

Trasparenza -

Sapere cosa succede in Costa Smeralda dai giornali e non da chi dovrebbe rappresentarci pienamente e degnamente non  ci sembra corretto. Soprattutto se l’informazione che ci arriva è incompleta, di parte, a volte strumentale, controproducente per l’immagine del consorzio. E tanto più quando si dispone di un sito internet tanto bello quanto futile.

Senza commenti vi leggo i titoli di alcune pubblicazioni. Per brevità non cito la fonte ma è tutto documentato:

1.   Faida in Costa Smeralda

2.   Firme false: lite tra Manca e Gatti

3.   Abbanoa verso il crac, 200 milioni per salvarla

4.   Ecomostro a Porto Cervo 

5.   Alta tensione nel regno dorato delle vacanze mentre la finanza indaga

6.   Guerra e pace tra ricchi.

7.   Alta tensione nel regno dorato delle vacanze mentre la finanza indaga

8.   Condominio vip, Bruno Mentasti esce dal CdA.  Nei prossimi giorni si decidono i nuovi assetti del super condominio. 

9.   Minacce, Persico nel mirino. Il presidente del Consorzio Costa Smeralda aveva chiesto lumi su alcuni contratti.

10.        Duello finale dentro il Consorzio per il futuro di Salvo Manca.

11.        Denunce ed esposti contro Salvo Manca, finanzieri al Consorzio

12.        Manca contro Persico, guerra in Costa Smeralda.

13.        Tom Barrack: ancora in rosso in Costa Smeralda.

14.        Filigheddu contro l’intesa tra Barrack e i tedeschi.

15.        Più volumi come premio

16.        Bonus di volumetrie in Costa Smeralda

17.        Ecomostro a Porto Cervo  

18.        Basta con gli elicotteri in giardino

19. TOURISME La «malédiction» de Taghazout… Avec ou sans Colony Capital. Ma questa è un’altra brutta storia, che ci riguarda indirettamente. 

 Già questo basta e cresce per chiedervi di volerci ragguagliare esaustivamente, e possibilmente illuminare.

Sono tutte notizie di grande rilievo, eppure quando qualcuno di noi cerca di sapere rivolgendosi direttamente al presidente e al direttore generale non riceve risposta o trova un muro di gomma. L’ultimo esempio riguarda la risposta (l’unica ricevuta formalmente) che alleghiamo e che vi risparmiamo per brevità. E’ un altro no. Dettato dal CdA.

In breve, anziché essere luminoso e trasparente come il suo cielo, il consorzio é un antro buio, impenetrabile.

La Servizi Consortili quest’anno ha fatto molto parlare la stampa e attirato l’attenzione di Procura e Guardia di finanza. Possiamo avere notizie di prima mano? Conoscere quali sono le conclusioni dell’inchiesta interna? Se fallisse la Servizi Spa chi ne pagherebbe le conseguenze? E  i suoi dipendenti cosa farebbero?

I dipendenti, negli ultimi mesi hanno forse dedicato più tempo a parlare del loro futuro e del posto di lavoro che al loro lavoro. Delle ragioni abbiamo sentito nei salotti solo mezze verità, tra loro diverse, ne abbiamo letto nei giornali che ci dicono quello che il potere forte fa loro sapere. Vogliamo sapere di più e capire meglio.

Non ci interessa nulla dell’indagine penale in corso. Vogliamo invece sentire da lei Presidente uscente e interprete principale della vicenda,ma anche dai diretti interessati cosa è successo e come stanno le cose, quali sono state e saranno le conseguenze, se è vero che il dottor Gatti sarebbe già stato sfiduciato, secondo fonti qualificate.

Vogliamo conoscere a fondo cosa è emerso dalle inchieste interne, conoscerne il contenuto, e trarne le conseguenze a partire dal  rischio di dover pagare quanto rivendicato da Jaguarao (quasi 150.000 euro  più spese) e capire chi deve lasciare la sua poltrona.

E’ chiaro che uno dei due deve fare un passo indietro. Forse due. La differenza che la risoluzione del contratto con il direttore generale sarebbe per noi molto onerosa..mentre quella del presidente sarebbe un dignitoso atto di generosità e di amicizia verso i consorziati.

Se il dottor Manca deve essere esautorato (e magari sostituito a fine anno da un nuovo direttore generale di cui già si parla) ciò deve essere spiegato qui ed oggi.

Perché ci si dice che il nuovo  CdA è già stato deciso in altre stanze e che le sue prossime mosse già concordate o perlomeno ipotizzate.

Se così non fosse prenderemo con piacere atto delle vostre smentite e dichiarazioni in positivo. Anche le non risposte saranno gravide di significato.

Voi capite bene che la mancanza di chiarezza e il vuoto di comunicazione danneggia  il Consorzio, la sua credibilità, non fa onore ai consiglieri e ai suoi dirigenti, se lasciata al pettegolezzo e, forse, alla calunnia.

Ovviamente questo vogliamo sapere e capire qui ed ora. Here and now, direbbe il Consorziato.

Per il futuro, in tema di informazione, comunicazione, trasparenza, informazioni e accesso ai documenti (non segretati dal CdA, con verbali regolarmente firmati) noi chiediamo che essi siano tempestivamente pubblicati nell’area riservata ai consorziati tutti, anche quelli che non fossero in regola con le quote negli ultimi anni.  

Consorziato B

Bilancio Problematico.

Malgrado la cortese collaborazione del Dr. Manca e del Rag. Orecchioni i nostri tentativi di approfondimenti, seppur reiterati ed insistenti, non ci hanno permesso di verificare e valutare a fondo il bilancio.

Non vogliamo far luce su bilanci perché pensiamo che nascondano chissà che cosa. Abbiamo piena fiducia nei dirigenti e nel personale del Consorzio e della Servizi Consortili ma semplicemente consideriamo indispensabile il nostro diritto/dovere di controllo

Ebbene, abbiamo ottenuto solo una parte delle informazioni seppur richieste in forma scritta e con ampio anticipo. Ed è in base alle informazioni e “non-informazioni” (ora lei capisce Dottor Pasqualone perché siamo poco informati) che sviluppiamo questo nostro intervento.

Ci riferiamo in particolare alle delibere del Consiglio di Amministrazione, anche quelle sottratte alla nostra lettera e presa di visione. Forse in uno di questi si sono affrontate tutte le questioni, anche spicciole, che stanno a cuore ai consorziati (e non solo quelle che interessano il consorziato) e prese iniziative concrete. Ma non possiamo saperlo. Così non possiamo apprezzare chi fa bene il suo lavoro e chi lo fa meno bene. Il consiglio? Qualche dipendente? Lo stesso vale per prestigioso Comitato di Architettura.

Non parliamo poi del bilancio della Servizi Consortili Costa Smeralda Spa, i cui dati ci sono presentati in forma sintetica nel bilancio consolidato di quella che si definisce “Organizzazione Consortile”, con iniziali maiuscole. Bilancio che non tocca a noi approvare o disapprovare e che dunque non dovrebbe essere neppure menzionato in questa assemblea. Sembra che non ci riguardi. E vi assicuro che è una bella notizia.

Con ciò noi siamo chiamati ad approvare un bilancio da 3.397.098 euro in apparente pareggio ma che registra al suo attivo crediti verso “imprese controllate”) per 1.694.239 e crediti verso “clienti” per 1.152.184 (Clienti? Ma quali clienti? Non ci risulta che il consorzio sia un’impresa commerciale). Il nostro attivo è rappresentato per quasi il 90% di crediti che ci sembrano in gran parte inesigibili.

Quanto di questi crediti siano effettivamente esigibili e quale sia l’importo destinato alla svalutazione dei crediti (forse sotto la voce “fondo rischi ed oneri” per 708.706?) è una domanda che chiedo al presidente, al direttore generale ed ai revisori dei conti di dettagliare.

La buona notizia sta forse nella posta relativa ai nostri debiti.

Qui la voce decisamente più rilevante è quanto dobbiamo alle “imprese controllate” (sempre e solo la Servizi Consortili presumiamo) per € 1.970.621.

Se il Consorzio non sarà in grado di pagare e se i consorziati si chiederanno quali rapporti loro hanno con la “Servizi Consortili”  sceglieranno di non fare pagamenti ad una società terza, la Servizi sarebbe molto presto essere insolvente. A meno che il Consorziato corra in suo soccorso, con prestiti o magari comprando direttamente la società dal curatore fallimentare, per qualche spicciolo. Staremo a vedere.

Forse l’unica buona notizia in proposito è che il Consorzio potrà compensare debiti e crediti. E’ una scenario che vorremmo fosse a noi presentato.

Ma al tempo stesso si dovrà quasi azzerare il suo attivo visto che, oltre ai crediti (per oltre 3 milioni) ad alto rischio, il resto dell’attivo, per 415.231 euro, è proprio quella relativa alle partecipazioni in “imprese controllate”. Praticamente è come avere niente di sicuro ….in cassa. Speriamo di essere smentiti.

Del bilancio della Servizi Consortili spa possiamo solo dire che ci è stato negato fino a tre giorni fa, perché i consorziati possono averne copia solo dalla camera di commercio. Dunque ringraziamo il dottor Manca ed il Rag. Orecchioni per la loro cortesia che ci ha fatto risparmiare tempo e denaro. Ma non importa. Non tocca a noi approvarlo. I membri del Consiglio e i rappresentanti del Consorziato approveranno loro stessi. Di tutto. Di più. Sono loro i soli responsabili.

Il bello è che noi consorziati possiamo considerarci liberi da ogni obbligazione nei confronti della Consortili. E forse è proprio per questo che – si dice - l’anno prossimo si cambierà un’altra volta e la Consortili sarà liquidata.

Credo che ciò chiarisca perfettamente la situazione. Il consorziato (quello con la c minuscola) paga quote ad una Spa di cui non è socio, con cui non ha alcun contratto, né impegno. Lo fa su imposizione del Consorzio che gli dice “paga la Servizi Consortili o ti considero moroso e ti cito in giudizio”. Sembrano altre tasse riscosse da una nuova “equitalia”.

Potrebbe forse trattarsi di estorsione? Non lo sappiamo.

Lo verificheremo presto.

La Consortili opera per conto dei consorziati tutti o del Consorziato?

Il Consorziato (quello conla C maiuscola) può gestire e scrivere il bilancio della Consortili attraverso gli organi dell’associazione, può spulciarne ogni dettaglio ma i consorziati no. E’ accettabile? E’ dignitoso? E’ etico? E’ legale? Crediamo, speriamo, che queste domande siano accolte come lecite e ragionevoli.

E che venga data loro risposta.

Da lunedì i nostri legali studieranno la questione e, se ci saranno le condizioni necessarie, promuoveremo una “Class Action”, per indebito arricchimento o quant’altro dovesse emergere.

Torniamo al tema della trasparenza.

E’ evidente che il sospetto diventa inevitabile e lecito nei confronti di chi sembra voler nascondere ciò di cui dovrebbe vantarsi (la buona gestione) mostrando, e dimostrando, il buon operato.

I dati più preoccupanti del bilancio consolidato dell’Organizzazione Consortile, sono presto detti:

un elevato onere per la compensazione delle quote non pagate da una parte (piccola) di consorziati, prevalentemente imprese immobiliari fallite; che finora ci sono costate quasi 5 milioni di euro, già stornati dal fondo svalutazione crediti, e che al 31 dicembre ammontavano a quasi 5,5 milioni, più della metà del nostro giro d’affari.

Dell’altra metà (per circa 5,2 milioni) ben 4,2 milioni sono crediti verso “clienti”, verso “diversi” e verso “oneri pluriennali”.

Ebbene sappiamo che tra i “clienti” (di chi, di cosa non lo abbiamo capito, visto che il Consorzio non dovrebbe fare impresa e non dovrebbe avere nulla da vendere) figurano ben 1,5 milioni a noi dovuti da Abbanoa che potrebbe essere anche lei insolvente a breve per non parlare di rischio di fallimento (mancano 200 milioni di euro secondo la stampa regionale).

Ciò che non sappiamo e chiediamo di sapere qui, ora e in dettaglio è chi sono i debitori “diversi” e quali sono e da dove scaturiscono gli “oneri pluriennali”. Nel dettaglio, per favore.

Per concludere, e solo per i riflessi che possono avere sul bilancio, chiediamo a lor signori di relazionare esaustivamente circa le cause che sono all’origine di spese straordinarie, legali e transattive, a proposito di vicende di cui abbiamo preso conoscenza attraverso organi di stampa.

In particolare del reintegro del signor Testoni (?) al vertice dei Servizi di Sorveglianza, della denuncia all’autorità giudiziaria del Dottor Manca da parte del Dottor Gatti, delle obbligazioni economiche che possono derivane, del danno d’immagine, e dei costi sostenuti per le inchieste interne, e quelle da sostenere per la tutela delle nostre ragioni contro la Jaguarao che ci ha citato in giudizio per quasi 150.000 euro.

Se siamo male informati non è colpa nostra. Abbiamo bussato ma non ci è stato aperto. Vogliamo anche conoscere quanto potrebbe costarci la risoluzione del contratto con il Dr. Manca, che – vox populi vox dei – sembrerebbe in partenza a fine anno. 

Su tutto ciò, a partire dalle ultime 5 riunioni del Cda vogliamo avere risposte precise e chiare, sarebbe nostra colpa grave non chiedere di essere puntualmente informati, di essere certi che voi ed il prossimo CdA siate pienamente informati e chissà che lo sia anche il Consorziato.

Consorziato E

Prime Conclusioni

Come abbiamo detto questi interventi – e questo è l’ultimo – sono stati preparati prima dell’assemblea. Gli interessati se vorranno risponderanno esaurientemente, se non lo faranno ne prenderemo atto e ne trarremo le conclusioni. Promettiamo di non ritornare sull’argomento e nel merito.

Non coglieremo provocazioni e replicheremo solo per smentire affermazioni non veritiere.

Preferiamo badare al sodo e guardare al futuro.

Dal quartier generale del Consorziato abbiamo avuto rassicurazioni che con la nomina del nuovo CdA cambierà tutto, si darà inizio ad un nuovo corso con una presenza maggiore del signor Consorziato.

Cosa ci aspetta lo vedremo presto perché non aspetteremo i risultati ma guarderemo al metodo di operare, ai modi, allo stile, al ritmo, alla chiarezza ed alla trasparenza.

Saremo felicissimi di constatare che il cambiamento promesso va nella direzione da noi auspicata ed attesa da anni e, in tal caso saremo entusiasti di collaborare attivamente e costruttivamente, nella misura e nei modi che ci saranno dati.

NOI crediamo veramente che si debbano unire le forze di tutti e non dividerci ulteriormente.

Diamo credito a chi oggi ci promette un futuro migliore. L’abbiamo fatto tante volte.

Ma sia chiaro non aspetteremo 3 anni e undici mesi per la verifica. Aspetteremo un mese, forse due o tre. Non di più. Poi agiremo, alla luce del sole, secondo regole di ingaggio onorevoli e corrette. Non ricorreremo né al bastone né alla carota. Non abbiamo minacciosi dossier e non ne vogliamo avere.

Tuttavia fin da domani prepareremo il “Piano B” per mandare avanti fin d’ora iniziative che ci portino alla libertà, alla rappresentanza diretta (che prevediamo ci sarà negata anche questa volta) che ci portino al controllo permanente dell’azione di governo del Consorzio dei suoi organi tutti, comitato di architettura compreso.

Non abbiamo volutamente parlato della questione, fondamentale, della contiguità o dei conflitti di interesse tra Consorziato e consorziati, comune di Arzachena ed altri enti (quali Abbanoa, provincia, regione, sindacati) che hanno giurisdizione sull’area del Consorzio e con i quali è doveroso (e conveniente) stabilire finalmente un dialogo costruttivo a tutto campo, di ampio e di grandi prospettive. Speriamo che con la nuova gestione questi conflitti si dissolvano, essendo questa la condizione principe per equi e corretti rapporti tra tutti gli enti e le entità interessate.

Ecco, Noi preferiamo muoverci in questa direzione piuttosto che dedicare tempo, intelligenza, denaro in azioni di responsabilità, ricorsi alla procura, annullamento dell’assemblea, e invalidità del CdA. Il consorzio è già stato per troppo tempo e troppo intensamente un paradiso per consulenti ed avvocati. La Costa Smeralda DEVE tornare ad essere un paradiso dei consorziati e dei loro ospiti (in senso lato). Al più presto.

La Costa Smeralda ha superato bene la stagione dei sequestri in Sardegna. Ebbene noi pensiamo che sarà di nuovo la nostra Costa Smeralda quando all’ospite che attracca il suo mega yacht a Porto Cervo e chiede una scorta armata noi potremo rispondergli: lei non ne ha alcun bisogno: è in Costa Smeralda, dopo operano con eccellenza carabinieri, forze di polizia, guardia di finanzia, guardia costiera e la nostra vigilanza (che una volta vedevamo ovunque e che adesso vediamo in pochi posti, sempre gli stessi.

La Costa Smeralda sarà nuovamente quella che noi vogliamo quando non ci saranno più i famosi, i tronisti, i lelemora, i fabricorona ed i loro emuli.  Quando un caffè in piazzetta non costerà decine euro.

Vogliamo essere il paradiso dei signori, non dei ricchi, potenti e prepotenti.

Grazie per la vostra attenzione.
                                                                     

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