Relazione all'Assemblea Generale del Consorzio della Costa Smeralda 

26 Agosto 1996

di Lorenzo Camillo

All’Assemblea Generale di due anni fa, lanciai un grido di allarme per il malcontento che stava aumentando tra i Consorziati. Se vi ricordate, indicai una incongruenza nello Statuto, che ritenevo alla base di questo malcontento, che dava il potere decisionale nel Consiglio di Amministrazione a soli pochi soci fondatori, mentre il voto del piccolo Consorziato contava quasi niente.

Devo dire però che all’Assemblea dell’annoi scorso gli americani della Sheraton, e qui devo ringraziare il Sig. Robert Cotter per la sua comprensione e buona volontà, hanno accettato di inserire nel Consiglio di Amministrazione due diretti rappresentanti di noi piccoli Consorziati. Devo anche ringraziare loro, l’Avv. Antonio Delitala e l’Arch. Pierre André Podbielski per l’impegno che hanno dimostrato nel cercare di risolvere molti dei problemi della Costa Smeralda.

Comunque, negli ultimi 3 anni ho scritto una trentina di pagine tra Consorzio, Consiglio di Amministrazione, alla ITT-Sheraton ed al Comune, riguardo 29 problemi che avevo individuato, alcuni dei quali urgentissimi, ma purtroppo, troppo poco è stato risolto. Ho ascoltato con piacere la relazione del Presidente Gallia e apprezzo che tanto è stato fatto quest’anno, ma abbiamo tanta strada da fare per recuperare il tempo perso questi ultimi dieci anni.

Si deve anche capire che i nostri due rappresentanti sono in minoranza nel Consiglio di Amministrazione, anche se il Presidente Gallia personalmente si è impegnato molto e che il Rag. Trivisi è dimostrato molto comprensivo, ma bisogna anche capire che la Sheraton è molto più impegnata sul fronte alberghiero, essendo un colosso mondiale in quel campo.

Quando sono arrivato in Costa nel lontano 1973 ho visto un grande potenziale di sviluppo ed ho scomesso sulla Costa Smeralda, investendo più o meno come abbiamo fatto tutti, ma anche la carriera. In quegli anni si esultava nei Board Meetings ogni volta che si leggeva il nome “Costa Smeralda” nei giornali, che era un avvenimento abbastanza raro. Oggi invece dopo 23 anni il nome “Costa Smeralda” è sulla bocca di tutti in Italia ed è molto conosciutp anche all’estero, però la cosa tragica è che la stagione turistica è ancora brevissima, forse anche più corta oggi che non allora, 23 anni fa, quando i negozi restavano aperti un po’ più a lungo.

Quello che mi ha fatto aprire gli occhi, è stato una mia visita all’Algarve (Portogallo) questo Febbraio, dove ho trovato tutto aperto, gli alberghi pieni di turisti, colonie straniere residenti tutto l’anno, con tanto di giornali locali in lingua straniera, tantissimi avvenimenti sociali, culturali e sportivi, regate e gare di ogni tipo.

In Costa Smeralda invece abbiamo solo due stranieri residenti fissi tutto l’anno, uno in una casa fuori Consorzio e l’altro, che se ne vuole andare, ha la villa in vendita da cinque anni, ma non riesce a venderla. Quanti di voi ha acquistato la casa pensando di utilizzarla per lunghi periodi l’anno, e permanentemente una volta andato in pensione – ed ha cambiato idea dopo aver visto Porto Cervo fuori stagione, trovando tutto chiuso, vuoto e triste? La Costa Smeralda, con tutta la sua meravigliosa infrastruttura e le sue bellissime case, giacenti inutilizzate per gran parte dell’anno, è rimasta un resort prettamente estivo, con stagione di brevissima durata. Se vogliamo cambiare tutto questo, bisogna riflettere bene su dove abbiamo fallito e porre rimedio.

Nel mio lavoro ho contatti giornalieri con i Consorziati, che sono la materia prima del resort (siamo tutti noi il Consorzio) e conosco i loro desideri, i loro problemi e le loro lamentele. Tutti si lamentano delle quote Consorzio troppo alte, del costo dell’acqua, delle spese generali e delle spese sempre più esagerate di riparazioni e manutenzioni e del degrado generale portato dall’affollamento delle nostre spiagge, dove è quasi impossibile andare in agosto. Le spiagge sono invase da migliaia di turisti giornalieri che vengono da altri Comuni per fare il bagno gratis sulle nostre spiagge, che noi puliamo.

A parte il misero parcheggio riservato ai Consorziati a Liscia Ruia, non vedo particolari privilegi per i Consorziati, se non il privilegio di dover pagare tutto profumatamente ed arrabbiarsi quando sono in vacanza. In effetti sono più privilegiati i visitatori giornalieri che si godono la Costa Smeralda gratis. Invece di essere ammalapena tollerati, i Consorziati dovrebbero avere tantissimi privilegi, in un ambiente esclusivo. E’ così che si valorizzano gli immobili dei Consorziati e si rendono le case più vendibili, facendo capire ai visitatori che è conveniente avere la casa in Costa Smeralda.

Sono due anni che io mi lamento di queste cose, ma non si è fatto abbastanza per risolvere i problemi. Ma quando si tratta di spendere soldi, il Consorzio è sempre pronto e volonteroso, di ampliarsi, di acquistare azioni di società che non c’entrano nulla con noi, di fare infrastrutture che sicuramente spettano ad altri, kilometri e kilometri di asfalto, di fare muri, muretti, aiuole ecc.

Negli ultimi 10 –12 anni il Consorzio si è ingigantito, diventando una mastodontica e lenta macchina, che produce solo costi, in gran parte inutili ai veri bisogni dei Consorziati.

Quando invece dovrebbe svolggere il suo compito istituzionale, di curare gli interessi di tutti i Consorziati, di valorizzare gli immobili, di mantenere contatti con gli enti pubblici per proteggere il nostro ambiente e di mettere le mani avanti, di vedere quello che bolle nella pentola politica, il Consorzio è totalmente assente. Il danno che questo ci porta è ben dimostrata dallo scippo delle isole che abbiamo subito, da parte del Presidente della Regione e dal Ministero dell’Ambiente. Lo sapete, che se non interveniamo subito, il prossimo anno il Sindaco di La Maddalena, ci costringi a visitare Mortorio e le alytre isole, solo su uno dei suoi orribili barconi?

Il Consorzio non ha fatto niente per prevenire questo obrobrio legislativo. Se teneva contatti con i Ministeri, qualcosa si sarebbe saputo, in tempo utile per intervenire. E mi chiedo, cos’altro ci toccherà se continuiamo a non stare all’erta.

Come guida ho preparato un elenco di quelli che dovrebbero essere i compiti istituzionali del Consorzio Costa Smeralda, quelli che ha sempre fatto, ma che ha fatto solo fino ad una decina di anni fa, poi niente.

Dei 29 suggerimenti di miglioramenti che ho proposto, la maggioranza ha un costo quasi nullo, quindi non ci sono scuse per non metterlo in atto.

Ma troppo spesso ho sentito dire da Direttore Generale, “Chi non si può permettere la casa in Costa Smeralda deve andarsene”. Ma io gli rispondo che infatti, molti vorrebbero andarsene perché non ne possono più di tutti i costi di gestione e perché costa troppo mantenere la casa in Costa Smeralda, per utilizzarla solo per 2 – 4 settimane all’anno (la metà delle case del Piccolo Romazzino sono in vendita).

Quindi non bisogna fare lo struzzo, ma affrontare la realtà ed agire subito se vogliamo salvare quella Costa Smeralda in cui abbiamo tutti creduto e tanto amato.

Oggi chiedo che il Consiglio di Amministrazione si impegni davanti a questa Assemblea, di fare di tutto per allungare la stagione e rendere la Costa Smeralda abitabile tutto l’anno e le case più godibili, di fare una significativa riduzione delle quote Consorzio, di ridurre di molto il costo dell’acqua, di battersi con il Comune per arginare l’invasione delle nostre spiagge e di esaminare seriamente le altre 25 proposte di miglioramento. Grazie.

Lorenzo Camillo

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